Venerdì è entrato in vigore l’accordo di cessate il fuoco di dieci giorni raggiunto tra Libano e Israele, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di star cercando di organizzare il primo incontro faccia a faccia tra i leader dei due Paesi. Intanto, il movimento sciita Hezbollah ha avvertito di avere il “dito sul grilletto” in caso di violazioni del cessate il fuoco temporaneo da parte di Israele.

Trump ha affermato sulla sua piattaforma social Truth che l’accordo per cessare le ostilità è stato raggiunto dopo “eccellenti” telefonate con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun. “Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la PACE tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un CESSATE IL FUOCO di 10 giorni alle 17:00 EST”, ha dichiarato Trump. In seguito, parlando ai giornalisti ha affermato di aspettarsi che Netanyahu e Aoun visitassero la Casa Bianca “nei prossimi quattro o cinque giorni”. Un incontro faccia a faccia di alto livello tra i leader libanese e israeliano rappresenterebbe un momento cruciale per la regione.

Il cessate il fuoco giunge dopo l’incontro tra gli ambasciatori israeliano e libanese a Washington questa settimana, il primo incontro di questo tipo dal 1993. Questa tregua potrebbe inoltre dare impulso agli sforzi di Trump per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra con l’Iran.

La tregua è iniziata a mezzanotte ora locale in Libano e Israele e giunge mentre Washington intensifica gli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra con l’Iran, con Teheran che insiste affinché una tregua in Libano sia parte integrante di qualsiasi accordo.

Colpi d’arma da fuoco sono risuonati nei sobborghi meridionali di Beirut, cuore pulsante di Hezbollah, all’entrata in vigore del cessate il fuoco: un’apparente e spontanea celebrazione, secondo quanto riporta AFP.

Secondo quanto riferisce l’emittente panaraba con sede in Qatar Al Jazeera, i libanesi sfollati hanno iniziato a tornare cautamente alle loro case nel sud del Paese, mentre l’esercito libanese invita i residenti a rimandare il rientro.  Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle zone meridionali del Libano venerdì mattina, poche ore dopo l’ entrata in vigore della tregua, molte delle quali dirette verso le proprie case e i villaggi devastati da oltre un mese di attacchi israeliani.

La guerra in Medio Oriente è iniziata quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio, e il Libano è stato coinvolto quando Hezbollah ha lanciato razzi contro Israele il 2 marzo. Secondo le autorità libanesi, i raid aerei israeliani e l’invasione di terra di alcune zone del Libano meridionale hanno causato la morte di oltre 2.100 persone e lo sfollamento di circa 1,2 milioni nell’ultima ondata di combattimenti.

Con l’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito oltre 380 “obiettivi dell’organizzazione terroristica Hezbollah nel Libano meridionale” e di essere in “stato di massima allerta” per riprendere gli attacchi.

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accolto con favore l’annuncio del cessate il fuoco da parte di Trump, affermando che la tregua era una “richiesta fondamentale del Libano che abbiamo perseguito fin dal primo giorno della guerra” tra Hezbollah e Israele.

Prima del cessate il fuoco, l’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha ringraziato Trump per i suoi “sforzi” volti a garantire la tregua. Tuttavia, il presidente libanese ha respinto la richiesta di Trump di una telefonata diretta con Netanyahu, secondo quanto riferito da una fonte ufficiale all’AFP.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha accolto con favore il cessate il fuoco e ha esplicitamente invitato “tutti gli attori a rispettarlo pienamente”, una formulazione che includerebbe Hezbollah.

Anche la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha commentato l’annuncio della tregua in un messaggio su X postato giovedì sera. “Ora non abbiamo bisogno solo di una pausa temporanea, ma di un percorso verso una pace duratura”, ha affermato von der Leyen, sottolineando che “l’Europa continuerà a chiedere il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano” e “continueremo a sostenere il popolo libanese attraverso un consistente aiuto umanitario”.

[a cura di Simone Cantarini]

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